Spazio alla psicologia alla Libera Università della Terza Età di Torregrotta (ME)

Ha avuto inizio ieri, lunedì 21 gennaio 2019, la seconda edizione del progetto L.U.T.E. Libera Università della Terza Età, iniziativa fortemente voluta dal Comune di Torregrotta (ME) che, per il secondo anno consecutivo, in collaborazione con associazioni e liberi professionisti del territorio, organizza una serie di percorsi di crescita culturale e socializzazione per i cittadini della terza età.

L’associazione Multiverso, la cui mission è da sempre la creazione di spazi operativi volti alla promozione del benessere psicologico, relazionale e sociale, partecipa al progetto con 6 incontri informativi e di sensibilizzazione, a cadenza settimanale, a cura della Dott.ssa Ivana Cutugno - Psicologa e Psicoterapeuta della Famiglia, tra le professionalità più attive del gruppo di lavoro di Multiverso in Sicilia.

I partecipanti avranno modo di esplorare le tematiche riguardanti le relazioni umane, le emozioni, il comportamento, con il supporto della Dott.ssa Cutugno che darà vita ad occasioni di scambio e confronto, a partire dal concetto di salute, per incrementare la consapevolezza rispetto alle risorse atte a consentire un miglioramento della qualità di vita e quindi la promozione del benessere psicologico dell'individuo all'interno dei vari contesti sociali.

Red. Blog del Benessere Psicologico

La prima volta di AltraPsicologia in Calabria - Sabato 19 gennaio a Lamezia Terme


Informazione, tutela e promozione della psicologia. Questi i tre capisaldi dell'azione di AltraPsicologia, la più grande associazione nazionale degli psicologi italiani. Fondata nel 2005, AltraPsicologia ha saputo negli anni interpretare e accogliere i bisogni di una comunità professionale insidiata dai casi di abusivismo, dalle criticità occupazionali e dal difficoltoso dialogo con le istituzioni. Obiettivi conseguiti attraverso un approccio realistico, scevro dai proclami e dalle promesse irrealizzabili, ponendo al centro la dignità del lavoro e la funzione sociale degli psicologi italiani.

Tutto questo ha permesso ad AltraPsicologia di proporre una nuova visione di governance per gli Ordini territoriali e per l’ente di previdenza degli psicologi (ENPAP), nel solco di un'attenzione costante alle istanze degli iscritti, incarnando le istituzioni rappresentate e mettendo in pratica: trasparenza, risultati tangibili e azioni concrete. Oltre all’ENPAP, AltraPsicologia amministra oggi 3 Ordini (Piemonte, Marche e Lazio) ed è presente, con propri Consiglieri, in gran parte degli organi di autogoverno della professione su base regionale.

Dal 2018 AltraPsicologia è presente anche in Calabria, con una struttura di coordinamento regionale e dei referenti per ogni provincia.  QUI TUTTI I CONTATTI DI AP IN CALABRIA
Un'evoluzione tanto attesa quanto necessaria, considerando la presenza capillare dell'associazione nel contesto nazionale, il numero di iscritti nella nostra regione (ad oggi più di 100) e le difficoltà di un territorio afflitto dallo spopolamento, dalla disoccupazione e dalla galoppante presenza di casi di abusivismo professionale e sovrapposizione di competenze con la figura dello psicologo (counselor, pedagogisti clinici e non solo).

AltraPsicologia rappresenta uno strumento nuovo per tutti gli psicologi dalla Calabria. Un'associazione capace di intercettare il crescente bisogno di informazione e tutela dei colleghi e della salute dei cittadini, di contribuire alla costruzione di un'identità professionale forte per interfacciarsi con le istituzioni locali, spesso scarsamente o non efficacemente orientate alla corretta collocazione dello psicologo nei diversi contesti sociali e lavorativi. 

Un esempio su tutti, quello del contesto scolastico, troppo spesso popolato, nel nostro territorio, da figure non ordinate (e quindi prive di un codice deontologico), con funzioni poco chiare e che soprattutto propongono interventi o sportelli di consulenza e ascolto che finiscono per sovrapporsi pericolosamente alle mansioni che lo psicologo dovrebbe ricoprire.

Dalle criticità alle prospettive di crescita, questo il percorso che l’associazione ha inaugurato in Calabria nel 2018 e che desidera continuare a percorrere, assieme alla comunità professionale del territorio, anche per il 2019.

“Un’AltraPsicologia è possibile”, rappresenta il primo evento ufficiale di AP in Calabria e si terrà sabato 19 gennaio, dalle ore 10:00, presso lo spazio di co-working del Centro di Ricerca per le Arti Contemporanee - CRAC di Lamezia Terme. 

Un'occasione per conoscere da vicino la storia e gli obiettivi dell'associazione, per attivare un confronto tra gli iscritti, per incontrare di persona i referenti territoriali distribuiti in ogni provincia, per scambiare idee sul futuro della professione di psicologo nel nostro territorio, con il contributo di Gaetana D'Agostino, Vicepresidente Nazionale di Altra Psicologia, attualmente Consigliera dell'Ordine degli Psicologi della Sicilia e del Consiglio di Indirizzo Generale di ENPAP.

E' possibile anticipare la propria presenza all'incontro compilando il MODULO DI ISCRIZIONE
 
Oggi, anche in Calabria, un'AltraPsicologia è possibile...Sabato 19 gennaio, AP incontra i colleghi del territorio, per continuare a costruirla insieme!

Red. Blog del Benessere Psicologico

Se ti lascia lividi ricordati che non è il tuo tatuatore

25 Novembre: 
Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne



Nella convenzione di Istanbul, il Comitato dei Ministri definisce la violenza contro le donne come “una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione contro le donne […] che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica comprese le minacce di compiere tali atti di coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia della vita pubblica, che nella vita privata”.

Negli ultimi anni, in Italia, più di 6 milioni di donne hanno subito violenza. 
Nei casi di femminicidio, in 2 casi su 3 l’assassino è il partner.

Chiariamo subito un concetto: se una donna subisce violenza, patisce un trauma. Tuttavia, il legame traumatico permette alla donna di sopravvivere nella relazione però, non percependo la pericolosità, le impedisce di trovare vie d’uscita. La maggior parte delle donne vittime di violenza cadono in una sorta di intorpidimento dei sensi. Il loro sentire corporeo è attraversato da dolore. Allora, la donna fa fatica a riappropriarsi del proprio corpo perché il malessere è più forte della voglia di reagire. Rimane incastrata in una foresta piena di pericoli senza che se ne accorga. Quando una donna nega o si distanzia dalla realtà di violenza utilizza un meccanismo psicologico definito dissociazione o strategia di dissonanza cognitiva. Quello che accade alla donna vittima di violenza sembra un’esperienza lontana dalle aspettative precedenti. Si sente impotente. La “speranza” è l’unico suo appiglio per risolvere il disagio. Si chiude in un luogo solitario della sua mente sperando possa, da sola, far tornare la serenità e la pace coniugale, sperando, appunto, che il suo uomo cambi.

Invece cosa dovrebbe fare una donna vittima di violenza?
Innanzitutto, deve cambiare la percezione della propria realtà.

Partendo dall’assunto che il circolo vizioso della violenza è difficile da debellare, alcuni compiti della donna che ne è vittima potrebbero essere i seguenti:
  • “Riflettere”. Cercare di comprendere se si sta subendo episodi di violenza cogliendo i segnali d’allarme (schiaffi, spinte, calci, pugni, atti sessuali imposti dal compagno, essere fortemente umiliata).
  • “Raccontare. Nei casi più gravi denunciare”. Se la donna vittima di violenza non sa a chi rivolgersi, deve sapere che ci sono figure professionali come lo Psicologo, Psicoterapeuta o addirittura dei centri anti-violenza che la aiuteranno a trovare la strada più giusta per uscirne attraverso dei percorsi individuali.
Come puoi fare a trovare un professionista? Puoi andare sul sito dell’Ordine degli Psicologi e potrai scegliere tra i nominativi dei professionisti iscritti all’Ordine pertanto autorizzati a svolgere l’attività di Psicologo e/o Psicoterapeuta.

  • “Ri – connettersi all’Amore”. Rimanere ancorata a una prospettiva confluente con il proprio compagno violento, significa provare malessere e confondere il valore dell’amore. La donna vittima di violenza fa fatica a evidenziare l’aspetto destrutturante dell’atto violento. Dunque, andare da un professionista le permetterà di farsi aiutare a comprendere quello che le sta accadendo attraverso un percorso individuale. Uscire dal circolo della violenza, potrà ri – connetterla all’Amore verso sé stessa.
Non sarà difficile seguire questi passi, perché la donna vittima di violenza deve sapere che non è sola. Le giornate di sensibilizzazione danno la possibilità di dare coraggio per reagire alla violenza. Pertanto, questo articolo è rivolto alle donne vittime di violenza con l’auspicio che, attraverso la lettura, possano trovare una spinta di coraggio per lottare contro la violenza.

Dott.ssa Chiara Caracò

Bibliografia:
   Che genere di violenza, Conoscere e affrontare la violenza contro le donne, MariaLuisa Bonura, 2018, Editore Erikson;
   Dire di No alla violenza domestica, Alessandra Pauncz, 2016, Editore Franco Angeli
   Intrappolata nelle sue parole, Chiara Caracò, 2017, Editore Kimerik

"Linguaggio e antropologia delle mafie": Reggio Calabria incontra il Prof. Girolamo Lo Verso


La ricerca, nel campo della psiche mafiosa, ha evidenziato che per la mafia siciliana (come risulta anche dagli  studi del prof. Lo Verso e dei suoi collaboratori)  comincia a delinearsi un quadro, anche se non del tutto chiaro e puntuale, sia nell’organizzazione attuale con tutte le connessioni ed espansioni che sull’origine, almeno comprensibile in alcuni aspetti di estrema importanza, la qual cosa consente di poter sperare in un futuro quadro chiarificatore.
Del tutto oscuri, invece, appaiono gli stessi aspetti in riferimento alla 'ndrangheta nelle sue dinamiche interne, su cosa sia effettivamente e perché appaia, vastamente e capillarmente organizzata e, apparentemente, inattaccabile.
Occasione di confronto su queste tematiche sarà l'incontro formativo di sabato 10 novembre 2018 (15:30 - 19:30) presso Palazzo Corrado Alvaro (ex Provincia di Reggio Calabria) organizzato dall'Associazione  Culturale Reggio Greca/Reghion, con il patrocinio della Città Metropolitana di Reggio Calabria, dell'Ordine degli Psicologi della Calabria e dell'Ordine degli Avvocati di Reggio Calabria.



Oltre al prof. Girolamo Lo Verso, già Ordinario di Psicoterapia all'Università degli Studi di Palermo e autore di diverse pubblicazioni sullo psichismo mafioso, interverranno: il prof. Toni Giorgi - Docente all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, il dott. Roberto Di Bella - Presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria, lo psichiatra dott. Filippo Condemi, l'avvocato Antonino Borrello - Consigliere dell'Ordine degli Avvocati di Reggio Calabria e il giornalista Filippo Sorgonà; l'incontro sarà moderato dal dott. Paolo Praticò - psicologo e scrittore.
Un contributo alla conoscenza del fenomeno criminale 'ndranghetistico, risalendo alle origini, seguendone l'evoluzione e il consolidamento e domandandosi come sia possibile che piccoli paesi o borghi, possano rivelarsi "centro motore" di organizzazioni di rilevanza anche internazionale.
Scopo del convegno, cercare di fornire risposte a questi interrogativi, attraverso gli studi e le ricerche del prof. Lo Verso e di quanti come lui intendono contrastare questo fenomeno criminale, riconoscendo comportamenti e linguaggio che le organizzazioni mettono spesso in atto per occultarsi e mantenere i propri affari nell’ombra, ma anche portando alla luce gli aspetti “profondi” del pensiero mafioso, che spesso finiscono per intaccare anche la parte sana di una comunità. Consentire, quindi, alla società civile di arginare, oltre che il fenomeno, anche la mentalità mafiosa.

Red Blog del Benessere Psicologico